Scrivere annunci di lavoro che si fanno leggere e stimolano interesse.

Annunci di lavoro - Roberta Zantedeschi collaboratrice Mentor&Faber

Lo schema degli annunci di lavoro è un po’ sempre lo stesso, ma siamo sicuri che non ci sia un altro modo per comunicare che stiamo cercando persone da assumere?

Questa è la prima provocazione a cui rispondo subito: no, non è l’unico modo e le leve su cui si può agire per scrivere annunci di lavoro che funzionano sono diverse.

La seconda provocazione segue a ruota: com’è possibile scrivere allo stesso modo rivolgendosi a un CFO, a una Social Media Manager o a un progettista elettronico?

Una risposta c’è: è possibile farlo evitando di inserire argomentazioni e motivanti e limitandosi a descrivere il ruolo, mantenendosi quindi volutamente vaghi e generici sull’azienda e andando a specificare solo gli ambiti di responsabilità e di attività.

Sono cambiati i bisogni, deve cambiare la comunicazione

Il fatto è che abbiamo sempre pensato che fossero i e le candidati/e a dover convincerci con Curricula efficaci, comunicativi, sintetici ma completi, curati e personalizzati.

Noi (inteso come “la domanda”, l’azienda) potevamo limitarci a mettere un cartello con scritto “assumiamo”.

In fondo è quello il bisogno, giusto? 

Trovare un lavoro.

E se non fosse così?

Se non bastasse più offrire un lavoro, in un’azienda?

Quell’articolo indeterminativo va cambiato.

E di conseguenza va cambiato il modo con cui si comunica e si cercano le persone.

In fondo anche le aziende non cercano una persona qualsiasi, ma quella persona. E chi si occupa di recruiting lo sa bene!

Scrivere annunci di lavoro che funzionano

I pilastri della scrittura efficace sono la chiarezza, la semplicità, la concretezza e l’empatia.

Quando parliamo di annunci di lavoro un briciolo di originalità non farebbe male anche all’interno di una struttura classica.

Vediamo però punto per punto cosa significa.

Annunci di lavoro che funzionano

Chiarezza

È chiaro quell’annuncio di lavoro che sfrutta al meglio lo spazio a disposizione ed evita nel modo più assoluto i muri di parole: 

La chiarezza è ciò che dovrebbe consentirti di ricevere candidature mirate: la chiarezza infatti, riduce la possibilità di interpretazione.

Semplicità

Una scrittura semplice abolisce i giri di parole e usa i tecnicismi solo se sono necessari a rendere quell’annuncio di lavoro specifico e preciso, in quel caso sigle e gergo tecnico vanno preferibilmente inseriti quando si parla delle skills richieste.

La semplicità è tanto importante nella descrizione del ruolo quanto nella descrizione dell’azienda: basta “leader di settore” o “importante azienda metalmeccanica”, dimmi chi sei, cosa fai, che valori ti contraddistinguono e dimmelo senza troppe pomposità.

Infine semplicità significa anche togliere, eliminare il superfluo, adottare un elenco puntato che renda più fluida la lettura e mettere in risalto ciò che è davvero rilevante per chi legge.

Concretezza

La concretezza si oppone all’astrazione, e anche alla fuffa. Una scrittura concreta sceglie verbi nella loro forma attiva, parla a chi legge, magari proprio usando la seconda persona singolare al posto di un impersonale “la risorsa sarà chiamata a…”

La concretezza chiarisce il contesto di inserimento, esplicita gli elementi motivanti (perché dovrebbe interessarti il lavoro che ti offro? perché potrebbe interessarti lavorare con noi?), personalizzandoli in funzione del tipo di persona a cui si sta rivolgendo.

È concreto quell’annuncio di lavoro dove, chi scrive, accetta anche di esporsi e di anticipare anche elementi molto concreti come: range retributivo previsto, inquadramento, benefit, formazione, possibilità di lavoro agile (peraltro oggi questo elemento caratterizza gli annunci più letti, come ci racconta questo articolo del Sole24ore).

Empatia

Come deve sentirsi chi legge? È questa la domanda alla base di una scrittura empatica.

Che emozioni e stato d’animo vogliamo stimolare? Ogni tanto incontriamo aziende che vorrebbero candidati e candidate già innamorate della loro realtà… ma quanto a corteggiamento lasciano molto a desiderare.

Ecco, un annuncio di lavoro è un po’ come una lettera d’amore… deve raccontare un ruolo ma ha anche lo scopo di accendere interesse, motivazione, affinità.

Scriveresti mai “la risorsa” in una lettera d’amore? Ecco che diventa fondamentale sapere a chi stiamo scrivendo e quali sono tipicamente le leve motivazionali a cui risponde meglio. E usarle parlando alla testa e anche al cuore.

Originalità

E qui viene il difficile.

Come si fa a essere originali?

Ci sono vari modi, ma in fondo vale quello che vale anche per il CV: dipende dal tipo di azienda.

E no, non servono per forza lustrini e pailette. Spesso, il modo migliore per essere originali in un annuncio di lavoro è usare sapientemente le parole.

Un altro suggerimento è di chiedere aiuto a chi lavora nella funzione dove dovrà lavorare la persona ricercata: gli addetti ai lavori sono spesso in grado di fornire una visione angolare del ruolo e sanno offrire degli spunti che renderanno il testo della job description più autentico e sentito.

Ma poi, chi l’ha detto che serve per forza un annuncio? 

Qualche esempio di annuncio di lavoro

Ecco a te qualche suggerimento di inserzioni che ci hanno colpito perché lontane dal solito copia-incolla:

I tabù negli annunci di lavoro

Cosa evitare invece negli annunci di lavoro?

Di essere vaghi, generici e interpretabili.

Di omettere informazioni che entrano nel processo decisionale di chi si candida (seniority richiesta, range retributivo, inquadramento, benefit…)

La mancanza di informazioni precise sull’azienda, anche in caso di anonimato (perché l’annuncio di lavoro viene pubblicato da una società di recruiting) è opportuno fornire indicazioni specifiche su settore e contesto e non limitarsi a un generico “importante azienda manifatturiera”

E infine sono da evitare provocazioni e discriminazioni di qualsiasi tipo: è un caso di questi giorni l’annuncio comparso su LinkedIn che ha scatenato la community e che ti riportiamo qui a titolo di esempio di come NON si scrive un annuncio, anche se sotto forma di post personale.

Annunci di lavoro - come non scriverli

Questo articolo è stato pensato, ideato e scritto dalla nostra collaboratrice Roberta Zantedeschi: formatrice, insights discovery, practiotioner, recruiter e HR business writer.