Mentor&Faber è partner di Vecomp Academy per il ciclo di incontri sulla cultura d’impresa #OPEN.
Quanti “crediamo che”, “bisognerebbe”, “abbiamo bisogno di” “si potrebbe fare”, avete sentito in questo periodo? Noi abbiamo deciso di lasciar cadere il condizionale e iniziare a fare davvero, sostenendo come partner anche quest’anno Vecomp Academy per la nuova stagione di #OPEN. Un progetto in cui crediamo molto perché porta sul territorio stimoli importanti per le imprese e non solo.
Gli incontri di #OPEN sono iniziati lo scorso anno di persona in Academy e si sono trasformati in appuntamenti digitali durante il lockdown, per continuare a stimolare idee e portare nuovi punti di vista concreti ai professionisti nel momento in cui tutti avevamo bisogno di trovare una nuova chiave di lettura della realtà. Questa serie di incontri nasce proprio per dare voce e forza a idee e strategie che, una volta condivise, possono trasformarsi in strumenti concreti per lo sviluppo sostenibile del territorio.
La diretta streaming dei prossimi eventi verrà trasmessa sul gruppo Facebook dell’Academy, per permettere a tutti gli interessati di partecipare con facilità. Il gruppo è nato da poco per creare un luogo di incontro virtuale dove poter condividere punti di vista e discussioni stimolanti.
Noi di Mentor&Faber condividiamo con Vecomp Academy un obiettivo comune: aprirsi all’innovazione e confrontarsi con realtà diverse, per dare ad aziende e professionisti degli strumenti concreti con cui leggere la realtà.
Il progetto di #OPEN ci ha entusiasmato particolarmente, perché non si focalizza sulla cultura d’impresa in senso stretto, ma si apre a stimoli provenienti da ambiti molto diversi. Nella scorsa edizione sono intervenuti professionisti della geopolitica e dell’economia, ma anche dell’’etnografia digitale, dello sviluppo sostenibile, del benessere psico-fisico sul luogo di lavoro e così ancora. Da questa lunga serie di incontri è nato un e-book gratuito, tra i cui contributi c’è anche quello del nostro Michele Manara.
Questa nuova edizione è stata anticipata dall’incontro di settembre con il giornalista ed esperto di politica americano Francesco Costa, ma in programma c’è un lungo calendario in evoluzione: il 29 ottobre apre il ciclo l’esperto di geopolitica Dario Fabbri, consigliere scientifico e coordinatore America di “Limes”; il 19 novembre sarà la volta di una riflessione su economia e finanza con Federico Fubini, giornalista del “Corriere”; a chiudere il 2020 sarà l’appuntamento del 3 dicembre con Gaia Passamonti, storytelling strategist dell’agenzia di comunicazione Pensiero visibile, che presenterà il libro scritto per Hoepli “Podcast marketing”.
Perché scegliere di affidarsi a un Temporary Transformation Manager.
Vogliamo raccontarvi qualcosa di più del nostro nuovo servizio di Temporary Transformation Manager che racchiude una rosa di cinque professionisti fidelizzati di settori differenti con competenze sia strategiche che operative e una lunga esperienza alle spalle.
Il Temporary Manager è sostanzialmente un professionista, con competenze di alto livello, che si inserisce per un progetto definito e limitato nel tempo all’interno dell’azienda. L’obiettivo è garantire continuità all’organizzazione, coltivando le competenze presenti all’interno e aiutando nei momenti critici di cambiamento.
I motivi che spingono un’azienda ad affidarsi a un Temporary manager possono essere vari. Un beneficio da considerare è la possibilità di integrare competenze di alto livello, velocemente e senza costi da sostenere continuativamente nel lungo periodo. Inserire stabilmente una professionalità di questo tipo può avere un costo elevato per la azienda e potrebbe non essere necessario dopo il momento di trasformazione che si sta attraversando. Tante aziende hanno già all’interno quello che serve per funzionare meglio, ma è decisivo qualcuno che sia in grado di indirizzare le competenze in modo strategico verso l’obiettivo.
Un altro punto cruciale è il fatto che il Temporary manager non ha bisogno di formazione, quando entra nell’azienda ha subito le conoscenze necessarie e le capacità operative per risolvere problemi specifici. Inoltre non comporta complicazioni e ulteriori impegni al termine del periodo o del progetto concordato.
Lavorando fianco a fianco con il professionista, tutta l’organizzazione assorbirà know how e competenze durante il percorso, senza necessità di fermarsi per una riunione plenaria di pura teoria.
I temporary manager si inseriscono nell’organizzazione con una visione fortemente orientata all’obiettivo, in tempi di realizzazione del progetto saranno quindi ridotti al minimo, cosa conveniente anche in termini di costi.
Essendo all’interno dell’azienda temporaneamente ha inoltre la capacità di riuscire a integrarsi nel gruppo, mantenendo però il distacco necessario per essere alla guida e restare obiettivo. Gli interessi da “difendere” non sono mai quelli personali, ma sempre quelli generali del cliente, quindi dell’azienda.
Un Temporary Manager può essere decisivo anche all’interno delle start-up, perché dà un supporto specifico al progetto globale, partecipa alla stesura del business plan e coordina le attività a livello operativo.
Con interventi che sembrano molto piccoli, tutte le organizzazioni possono raggiungere cambiamenti decisivi che portano a grandi risultati.